
Nel blog scrivo cosa mi piace, ogni post è, in fondo, un pezzetto di me. Aggiungere? Cosa? Che talvolta mi sento un'aquila? Tal altra il giovane Holden che vaga nei suoi pensieri e malinconie? Mah!
Che attualmente lavoro come fisico al Laboratorio Nazionale di Nanotecnologie?
O forse che mi diverto durante le partitelle a calcetto fra colleghi?
Il mio essere è nelle mie parole...ecco tutto...
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Adesso comincio anche a pensare in inglese. Mi sono accorto, banalmente parlando su skype con Manu, come mi stia diventando meno immediato focalizzare la parola corretta in italiano, e soprattutto anche la struttura delle mie frasi mi appare semplificata rispetto a come parlavo qualche mese addietro. Anche adesso, nello scrivere, molto mi viene in inglese e devo fermarmi alcuni istanti per correggere la struttura di quello che scrivo. Che palle!
Se si trattasse del tedesco - ed essendo in Austria sarebbe naturale parlare tedesco anzichè inglese, direi - probabilmente non vi sarebbe un problema simile essendo la lingua tedesca assai complessa, probabilmente più della lingua italiana. Ma l'inglese... E' proprio vero, la struttura linguistica non fa altro che ricalcare la struttura mentale di un popolo: pragmatici e diritti alla meta o concetto che sia senza barocchismi e ghirigori gli anglosassoni. E ciò significa una struttura sintattica priva di fronzoli e giri inutili.
Bah, meditazioni di linguistica spicciola...
Vorrei, e non è un desiderio originale immagino, che le giornate si allungassero di almeno una decina d'ore, giusto per avere il tempo di finire tutto quanto c'è da finire. Sommo stress!
Ma stasera, pizza - austriaca certo, col formaggio al posto della mozzarella, ohimmè - ma sempre pizza e birra. E se Petra e Almantas voglion ad ogni costo metter l'ananas sulla pizza, liberissimi di farlo ma non pretendano che io assaggi poi!
Dovrei far un po' di manutenzione su questo blog, l'immagine a lato è svanita, e mi sembra che molti link a blog giù a sinistra non siano più attivi.
Bah, ci penserò un'altra volta...
Tchuß!
Bè, Raiuno è andata.
Non ne conosco il motivo ma al suo posto adesso c'è una certa Viva TV, tedesca o austriaca, non saprei. Non capisco mezza parola di tedesco, e son 6 mesi che son qui. Non riesco a risintonizzare la tv su Raiuno. Peccato. Mi faceva piacere avere almeno una tv italiana quassù...
Pazienza, vorrà dire che ascolterò più radio on line (adesso ho nelle orecchie Rtl 102.5).
E vedrò il tg online su Raiclick.
Certo, si potrebbe anche pensare che sia masochistico star lì a cercarsi le notizie su Mastella e compagine. Ma tant'è. Non ho voglia di perdere i contatti con ciò che accade nel mio Paese. Nel bene e nel male.
Ieri sera abbiamo fatto fuori alcune decine di litri di birra e liquori brasiliani e russi. Gentile omaggio dei nostri ospiti Ana e Pavel. E mangiato ottime pizze surgelate made in Austria acquistate a buon prezzo al Penny Markt. Lassù all'ottavo piano dell'uni, aula seminari convertita per l'occasione in sala cinema e svago nella notte di bufera. Cazzo, è venuto giù il mondo in questi due giorni qui in centr'europa. Aula seminari, a dire il vero è attrezzata con ipercucina e frigo ultramoderno, si sa, talvolta si resta fra colleghi a cucinare e bere.
Il film selezionato per l'occasione era "Brazil" di Terry Gilliam, con Jonathan Pryce, Robert De Niro et al. Bè, di film strani ne ho veduti, ma questo... Un science-story-social fiction nato sulla base di 1984 di Orwell, chiare inquadrature da Kubrik (Arancia meccanica) e Monty Python (ricordate "Il senso della vita"?), citazioni da Casablanca e chiarissima la discesa dalle scalinate con donna uccisa e carrozzella che precipita da "la corazzata Potemkin"! Non mi sembra che in Italia sia stato proiettato, ma ero piccolo all'epoca del film, potrebbe darsi...
Certo è che lo stato mentale alterato da birra-vodka-cachaca probabilmente ha influito non poco sulla capacità di discernimento. Se poi si aggiunge che la lingua era inglese puro...
Bis morgen (forse...)
Sei nell'anima - Gianna Nannini.
Dimorando all'estero ti si amplifica il desiderio di ciò che era fino a pochi mesi addietro. Sentire un po' di italiano, almeno la lingua poichè cibo abitudini profumi aria quelli son giù, in attesa di qualche giorno di vacanza.
Shit! Mi accorgo come anche solo dopo pochi mesi mi riesca meno spontaneo e fluente pensare-scrivere in italiano. Non riconosco il mio stile.
Del resto non ho imparato granchè di tedesco. In laboratorio parliamo tutto il giorno in inglese, arriviamo da ogni parte del mondo, è l'unica.
Guardo lì la data, è più di un anno che non scrivo nulla... e a dire il vero ho dovuto provare una decina di password differenti per entrare, non ricordavo più quale fosse quella corretta.
Dovrei cambiare nick, non sono più uno spettroscopista adesso. Gioco con le celle solari ora.
Qui a Linz, alta Austria, non nevica più da capodanno. Il tempo sembra aver deciso di graziare le mie ossa salentine meridionali.
Son qui da un bel po' di mesi oramai. E ci rimarrò ancora per molto. Ciò che mi fa sorridere è sapere che l'Italia, come nazione, non è per nulla lontana, sta lì, ti fai Linz-Innsbruck o Linz-salisburgo e oplà, ancora poco e sei in Italia. Sì. Bolzano. Peccato che poi ti debba fare altri 1200, 1300 km per arrivare dall'altra parte del mondo, il Salento, Lecce, lu sule lu mare lu ientu.
Se penso che mi basta un nulla da qui per essere ovunque. 5 ore di treno e sono a Monaco, 6 e passa e me ne vado a Francoforte sempre che non prenda la Ryanair da Linz e oplà son già lì, un low cost da un'ora scarsa da Vienna e sono a Berlino, o a Bergamo in poco più. Meno di due ore per Vienna, poco più per Bratislava o Praga.
Giù a Lecce è quasi impensabile tutto ciò. Davvero solo ora realizzo come la mia cara città sia fuori dal mondo. In un certo senso.
Quasi impensabile ogni esperienza fatta qui in questi mesi. Le montagne lassù ad Eisenerz, appena arrivato, primo meeting scientifico. E poi a seguire meeting a Madrid, un'intera giornata di libertà ritagliata a solcare a piedi ogni metro nascosto della città. E qui in laboratorio, qui in città. Discussioni politiche con Mujeeb, ragazzo dal Pakistan. La scoperta della probabile origine della Parmigiana e della Moussaka, dal lontano e antico Iraq a sentire l'irachena Shaima, han qualcosa di incredibilmente simile il cui nome si pronunzia in maniera assonante, qualcosa come "abarmaijan", non ricordo come si scriva. Un viaggio in auto Linz-Monaco a prender dall'aeroporto le mie care amiche in visita, accompagnato da Serpil, ragazza da Izmir, Turchia, un italiano ed una turca in movimento su autostrade austriache e tedesche parlando in inglese. Mihaj e le chiacchierate sui problemi della sua Romania, Nenad e la situazione lì nella sua Serbia, Philip e Gebi e le loro totali differenze da austriaco del nord e da austriaco del sud. Ma guarda, sembra che tutto il mondo sia paese in fondo. Saran contenti quelli della Lega. Robert e la sua Baviera, un tedesco che odia la birra, pare assurdo. Anita, i suoi sci a Innsbruck e le sue partite di hockey su ghiaccio. Petra e la sua fidanzata, due bionde tutto pepe da Vienna. Gerda e Birgit e i loro saporiti dolci tipici. I negozi che chiudon alle 18. Il mercatino di Natale che svanisce giusto prima del 25 dicembre, sia qui che a Monaco o a Mainz.
Scoprire che il Wienerschnitzel deriva dalla cotoletta alla milanese e non viceversa, o che la Sacher è ungherese, sempre pensato fosse austriaca. Tentare di trovare un modo per rispondere a chi ti chiede come sia possibile che in Italia i governi cadano così spesso, come sia possibile che ci sia lo schifo lì a Napoli, come sia possibile che la gente sia tanto stupida da non volere i termovalorizzatori, come sia possibile che l'Italia sia in fondo l'ottava potenza mondiale. E scoprire, osservando il tutto da fuori, che diamine, non ho la più pallida idea di come tutto ciò sia possibile sul serio. Come lo spiego?
E lo splendido capodanno danzando il valzer nella neve di mezzanotte sotto e sopra i fuochi d'artificio dall'alto di Pöstlingberg qui a Linz, io e Manu, futuri sposi nel caldo estivo del prossimo anno.
Mi manca quanto l'ossigeno. E conto i giorni per tornare giù, poco più di un mese, pochi giorni di vacanza a Pasqua, per rivedere dal vivo i suoi occhi e respirare il profumo dei suoi capelli.
E sono qui a chiedermi come fosse possibile solo fino ad un paio di anni addietro per le coppie lontane, senza skype. Senza potersi vedere oltre che sentire.
Bye!
Tornerò probabilmente... tutto bene, solo non ho tempo per nulla in questi mesi...
Fra un paio la mia vita lavorativa potrebbe cambiare del tutto, parlo di andare all'estero, anzi, p certo, ancora alcuni dettagli. Per ora vado un paio di giorni a Monaco.
Sì, tornerò, prima o poi...
Saluto chiunque sia passato e passerà di qui.
E no, eh! Adesso basta! Leggo proprio ora sul Corriere della Sera on line: i maschietti sarebbero, in certa misura, gli zozzoni del gabinetto pubblico. Perchè? Perchè, afferma l'autrice, non saprebbero (per incuria o zozzoneria?) prendere la mira...
Ma per favore, la vogliamo finire con questi triti luoghi comuni? Non so che uomini abbia conosciuto, ma posso assicurare che prendere la mira non è poi così difficile (a meno che il lui di turno non abbia appena finito una trom***a come si deve!).
Non so lei, ma i bagni unisex li conosco... e, supportato dalle confidenze di un certo numero di amiche, l'ipotesi zozzoneria andrebbe in realtà accollata proprio alle care femminucce, altro che!
E sì, quante sono le donne che per estrema igiene decidono di farla senza posare il delicato deretano sul wc? In equilibrio precario sui quadricipiti che tremano per lo sforzo... e anatomicamente parlando il flusso non è che sia proprio diritto e lineare!
Ergo, ammettiamo una buona volta che la zozzoneria dei wc unisex sia da attribuire in egual misura a maschi e femmine?
Suvvia!
Ufficio nuovo...
Computer nuovo...
Vita in parte nuova...
E tutto paradossalmente sembra andare per il meglio...
Meglio così!
Le cose cambiano. Mutano. Oscillano...
Lascio il laboratorio di nanotecnologie. Seguo il mio diretto capo. Se ne va, visioni e strategie differenti rispetto al gran capo. Ricominciamo da zero, in tre.
Un nuovo laboratorio da metter su, soldi da trovare, riorganizzazioni e rivisitazioni dell'attività... Era nell'aria da tempo, lo sentivo. Già durante la conferenza lassù a Dublino i miei sensi mi allertavano a qualcosa di nuovo. Sono stato poi in Sicilia, una vacanza tutta per me e Manu, e sapevo che al ritorno qualcosa sarebbe accaduto. Eppure, per convenienza e strategia, sapevo poco, ben poco. Ma mi fidavo. Poi la settimana scorsa me ne sono andato in Germania, a Karlsruhe; una collaborazione con un'istituto di ottica avanzata, e un pomeriggio, mentre già riflettevo, terminata la giornata di lavoro, su quale piatto tedesco provare, leggo la mail: si cambia, lasciamo il laboratorio. Andiamo a lavorare per conto nostro.
Bè, non sarà uno scherzo.
Proviamoci.
Questo spiega la mia assenza, unitamente al post precedente. E probabilmente avrò davvero poco tempo per dedicarmi a questo ormai vecchio blog.
Ieri Viola21 mi faceva notare come la mia presenza su splinder si sia rarefatta assai... Bè, come darle torto, posto poco e spesso roba di poca o nulla importanza.
Questi mesi... quanti ne son trascorsi? Parecchi, già...
Varie vicende, stati d'animo complessi, impegni lavorativi, la trasferta dublinese, scazzi vari, il trasloco e il riadattamento delle mie abitudini, dei miei tempi. Gli eventi accadono, e il tempo non perdona. Nel lavoro la stagione s'è conclusa nel migliore dei modi, tre articoli pubblicati nel giro di un mese, ed uno di essi selezionato per una raccolta tematica... Ed in fondo mi chiedo se meriti una conclusione simile dato l'impegno profuso, giusto, adeguato, certo, ma non assoluto, non totale. Ho la mia vita, ho sempre posto in cima alle priorità della mia vita gli affetti e le amicizie, il resto, lavoro compreso, vien dopo e se qualcosa devo necessariamente sacrificare, non certo le prime!
Ho avuto la mente distratta da gioie e dolori, da nuove consapevolezze tirate via con violenza una volta per tutte dai recessi della mia mente, il capire quale fosse l'origine di alcune mie scelte, di certi miei atteggiamenti, sensi di colpa, assenze impossibili da colmare... Distratta da piccole o grandi incomprensioni generate da tutto ciò, certo, tutto risolto, tutto bene oggi. Distratta da vicende che toccavano persone cui voglio talmente bene da incazzarmi con me stesso e con la realtà alla consapevolezza di come non potessi e non possa far nulla per cambiare le cose. Distratta dalla preoccupazione prima e dalla gioia intensa dopo. Distratta da scelte improvvise, per una volta prive della approvazione della persona che amo. Distratta dall'anima e dalla vita.
Avrei potuto scrivere di tutto ciò. Avrei. Avrebbe avuto senso? Non avrei fatto altro che replicare più e più volte le stesse emozioni, le medesime sensazioni. E sarebbe stato corretto? Avrei raccontato, in parte, di vicende all'origine di tutto, di terze persone, od almeno vi avrei certamente accennato. E no, non sarebbe stato corretto. Così credo.
Ed in tutto questo maelstrom vorticoso di pensieri ed emozioni, nel tumulto del pensiero ogni altra cosa mi appariva così stupidamente priva di ogni importanza, sebbene sia consapevole di come importanti lo siano eccome, certi accadimenti: la politica nazionale, le elezioni, quella internazionale, il medio oriente, il caos mondiale, le mie riflessioni sulla società, le mie opinioni su temi a me cari come i diritti sociali degli individui, la Chiesa e la sua pressione politica, il genuflettersi generale dei politici, l'Europa e l'Italia campione del mondo...
Devo sentirmi in colpa nel confessare che in questi ultimi mesi di tutto ciò non mi è fregato assolutamente più un cazzo? E di conseguenza: niente post su voliriflessi. Nulla da dire, nulla da commentare. No, un periodo di puro intimismo individualista: non è esistito più il mondo. Ma solo il MIO mondo, Manu, la mia famiglia, i miei AMICI, la mia anima! Il resto è scivolato via nel più totale menefreghismo.
Ora vado sereno in vacanza, sereno per come van le mie cose, per me e Manu, per i risultati sul lavoro, per come si è risolto nel migliore dei modi un problema che temevamo esser serio, molto serio, ed invece ora solo sollievo e sorrisi. Vorrei esserlo ancora di più, desidererei che anche altre vicende potessero concludersi con sorrisi e gioia. Ma siamo nel mondo reale, e ciò non è dato in un'unica soluzione ma, forse, solo col tempo.
Auguro tutto il bene possibile a chiunque passi di qui...
E così infine tornai...
Da quel di Dublino, fra birra e violini, sidro e flauti, fresco e verde...
E, stranamente, niente pioggia!


Saluti rapidi! Vò a Dublino per un po'...
Buon tutto a chiunque passi di qui, bye!
(Molly Malone e Guinnes schiumosa, giungo!!!!)
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